Il Brand

Un'opera di ingegneria e stile, pensata per chi ama la scrittura e desidera un accessorio unico e personalizzabile.

Klima non è solo una penna, ma un simbolo di evoluzione. Il suo design nasce da una reinterpretazione contemporanea della penna d'epoca medievale, ripensata per offrire un'ergonomia senza precedenti. La caratteristica inclinazione di 24° tra corpo e impugnatura garantisce un'esperienza di scrittura fluida e confortevole, rendendola ideale anche per i mancini. Realizzata con materiali di alta qualità e con un processo produttivo brevettato, Klima ridefinisce il concetto di strumento di scrittura.

STORIA DELLA PENNA

Storia della penna: da quella d’oca alla biro a Klima

STORIA DELLA PENNA

La storia della penna quale strumento per scrivere a mano è molto antica. Fin dai tempi più remoti l’uomo ha utilizzato steli di piante per stendere l’inchiostro su papiri e pergamene o steli metallici per incidere su tavolette di cera. Già gli antichi egizi, greci e romani conoscevano queste tecniche, poi con l’avvento della carta cominciarono a essere usate le penne di uccello, dalla punta aguzza al punto da lasciare sulla carta una linea sottile.

Dagli antichi Egizi al Medioevo

Si può affermare che la storia della penna inizia con gli Egizi. La prima penna per scrivere qualcosa su un papiro era una cannuccia vuota con una piccola punta che veniva bagnata in una soluzione gommosa, mescolata con polvere di carbone e altre sostanze vegetali: il primo inchiostro con cui furono scritti i geroglifici su papiro.

Gli antichi Greci e Romani invece usavano degli stili di metallo per incidere tavolette ricoperte di cera e steli di piante per stendere gli inchiostri vegetali sulle pergamene.

Il passaggio successivo nella storia della penna avvenne, secondo i rilievi storico-archeologici, tra il V e il VI secolo d.C., quando cominciarono a essere usate le penne di uccello, da cui il nome tramandato fino ai giorni nostri di "penna". Dal Medioevo in poi si preferì l’uso delle penne d’oca, che per la loro durata e resistenza rimasero il più diffuso strumento per scrivere praticamente fino al 1800. La punta della penna veniva temperata di frequente, come si fa con le moderne matite, e prima di usarla per scrivere doveva essere immersa nel calamaio, una boccetta che conteneva l’inchiostro.

La storia della penna entra nella modernità: la stilografica

La storia della penna entra nell’età moderna nella prima metà del XIX secolo con l’introduzione dei primi pennini metallici: c’era però un problema, la loro rigidità. Fu il giornalista ed editore inglese James Perry (1756-1821) che, applicando tagli e forature, diede ai pennini l’elasticità necessaria per la scrittura. Si cominciarono così a diffondere pennini d’acciaio montati su canne di legno o avorio che erano usati come le penne d’oca. I pennini però facevano aderire una maggiore quantità di inchiostro sul foglio.

La criticità questa volta era rappresentata dal fatto che spostando il pennino dal calamaio al foglio cadevano gocce d’inchiostro, così si studiò di montare il pennino su un cilindro cavo al suo interno, da riempire di inchiostro. Nasceva l’idea della penna stilografica.

La soluzione definitiva per non far perdere inchiostro alle penne è attribuita all’americano Lewis Waterman (1837-1901), di professione assicuratore. Nel 1884 brevettò la sua invenzione, che consisteva nell’aggiungere un foro sulla punta della penna in modo da far entrare aria. Nei primi anni del 1900 venne poi introdotto un serbatoio in gomma che permetteva di ricaricare d’inchiostro la penna immergendo la punta in una boccetta e facendo pressione sul serbatoio per farlo riempire.

La penna stilografica, facile da usare e veloce per la scrittura, conobbe un successo e una diffusione enormi, almeno fino al debutto della penna a sfera.

La penna Biro

L’ultima tappa della storia della penna porta il nome di un’altra persona che la usava per mestiere: il giornalista ungherese László Biró (1899-1985). Due le sue geniali intuizioni. Biró cominciò a usare per scrivere lo stesso tipo di inchiostro utilizzato per stampare i quotidiani, più denso di quello delle stilografiche ma anche più veloce ad asciugarsi. Per usare tale tipo di inchiostro la punta della stilografica non andava bene, così all’estremità della sua penna Biró mise una piccola sfera mobile: la sfera scorre sulla carta raccogliendo inchiostro dalla cartuccia all’interno della penna, scrivendo quindi contemporaneamente sul foglio.

La penna a sfera, o biro, è economica, maneggevole e praticissima da usare ed era nata per non essere più sostituita da altri strumenti di scrittura a mano.

L'evoluzione della scrittura con Klima

Oggi la penna è molto meno utilizzata che in passato, possiamo dire che si vive nell’epoca storica in cui le penne “servono meno” in assoluto. Tuttavia, nessuna evoluzione tecnologica potrà mai sostituire il piacere di scrivere a mano, così come non potrà mai essere sostituita l’originalità e l’eleganza di una penna realizzata artigianalmente.

Con Klima si scrive un nuovo capitolo nell’evoluzione del design delle penne a sfera, dove comfort, leggerezza, memoria storica e ottimizzazione dell’ergonomia si fondono insieme in un unico prodotto, destinato a diventare un'icona tra gli strumenti da scrittura.

EVOLUZIONE

Inclinazione asse terrestre: 24°
Inclinazione “Klima”: 24°

La penna che riscrive la Scrittura

“La pittura rappresenta al senso con piú verità e certezza le opere di natura, che non fanno le parole o le lettere, ma le lettere rappresentano con piú verità le parole al senso, che non fa la pittura.”

In questo verso del Trattato della pittura, Leonardo Da Vinci esalta le qualità della scrittura sulla pittura, della parola sul segno. Ogni forma d’arte ha una sua evoluzione nei modi, nelle espressioni e negli strumenti. Klima rappresenta l‘evoluzione naturale della penna d’oca utilizzata nel Medioevo, primo strumento di scrittura simile alle penne attuali.

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